Come un pozzetto cieco

Tremo. 
Tremo sempre un po’ quando pur costretta a non cambiare espressione, accolgo un pensiero non voluto.
Tremano le mani, tutto il resto è fermo e solido, ma le mani tremano. Dura pochi minuti, a volte è solo questione di momenti.
Solitamente mi basta camminare un po’ e la tensione scende, cala. E’ come se dimenticassi chi sono per pochi minuti: come sorrido delle cose che mi sembrano buffe e quante strane espressioni faccio delle cose che mi sorprendono. E’ come se dimenticassi quanto possa incantarmi e quanto poi disincantarmi delle meraviglie che incontro. E’ come se non sapessi più chi fosse quel bell’io, così come qualcuno si è divertito a definirlo oggi. E’ come se per quei momenti io non fossi più io, fuori da me, distratta e ferma, e non riconoscessi lo stesso odore della mia pelle.
Img © Claudio Del Monte – Frammentisimili.it

Ed è camminando che ritrovo quell’odore, che si respira nei luoghi che ho sentito più intimamente miei, in cui ho lasciato distrattamente cadere capelli come briciole su un sentiero che riporta a casa. E capisco che troppo fragilmente vacillo, in preda al nulla, a timori banali e a pensieri non voluti.

Troppo facilmente, sempre tesa alla necessità di affermare e riaffermare, quando non serve. E troppo facilmente dimentico la libertà con cui posso stare di fronte a me stessa, la sensazione di pienezza che non mi ha mai abbandonato. Troppo facilmente dimentico.
Senza memoria, senza valore, senza peso.
Come un pozzetto cieco.

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